GRATE FIORITE E CORNICIONI

“Questo barocco siciliano è diverso da tutti gli altri e non si può confonderlo né con quello spagnolo né con quello chiamato coloniale. E’ solido nella struttura ma tutto ricamato, direi trapunto nelle finestre, nei balconi, nelle balaustre e le grate; ha capricci, fantasie, lirismi che si direbbero moreschi; ha romanticismi claustrali… Grate a ricamo…” (GUIDO PIOVENE)

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Un libero montaggio di reticolati del Settecento e (nella stessa via e a pochi metri) di raffinate cornici, interpretato a Sfilato Siciliano

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L’ambientazione è un divano in pietra pece appoggiato alla parete destra della Cattedrale di Ragusa. Una sede lontana dai luoghi ispiratori, ma vicina nello stile barocco.

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Grate e volute, come sintesi del Tardo Barocco del Val di Noto. E’ una commistione che è quasi identità. In questo oggetto d’arte c’è la memoria di infinite girandole presenti ovunque nella cultura del settecento, anche nel Gagliardi, e insieme quella di reticolati necessari a riempire i vuoti e a proteggere dai vuoti

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Riteniamo che è proprio del riempire  i grandi vuoti di rete con dei reticolati a punto rammendo, che derivi la denominazione di ‘700 ad una delle tre tecniche dello Sfilato Siciliano, che non è altro, appunto, che un p. rammendo. Si sconoscono le motivazioni che hanno dato il nome di ‘400 e ‘500 alle altre due tecniche; si tenta solo qualche ipotesi, peraltro non comprovata nella memoria della recente tradizione. Riguardo al ‘700, invece, è ancora viva nelle anziane ricamatrici dell’area ragusana questa soluzione: “C’è troppa rete vuota (si riferiscono ad un ricamo ‘500 con disegni barocchi): riempiamola di ‘700”. E attenuano quel vuoto con un reticolato obliquo a p. rammendo. Come quei reticolati di cui è piena l’arte figurativa e scultorea del Settecento. Dal ricamare reticolati dentro i vuoti del ‘500 dai temi barocchi e denominarli, giustamente, ‘700, si è passati senza accorgercene a dare questo nome a tutto il p. rammendo con cui si ricamano fiori, ramages, angeli e altro sulla rete a tutto campo dello Sfilato Siciliano.

In questo cuscino, per essere fedeli alle grate fiorite del monastero del SS. Salvatore, è stato aggiunto nell’incrocio un fiore a punto Chiaramonte, una tecnica “riportata alla luce” di recente da una anziana ricamatrice di Chiaramonte Gulfi (RG) (per questo il nuovo nome), che l’aveva appresa da giovane fra i tanti punti che fino alla prima metà del ‘900 sono stati una fioritura nel mondo del ricamo italiano. Secondo un testo datato 1910 sarebbe da denominare “punto molle”.

ESEMPI DI RETICOLATI (O RETINATI) DEL ‘700 SICILIANO

PALAZZO BERTINI – RAGUSA

P.Bertini reticolato

Il vuoto dentro la voluta è completato con un reticolato

CATTEDRALE SAN GIOVANNI – RAGUSA

reticolato Cattedrale ok

Qui il reticolato è in obliquo, come in obliquo dalle ricamatrici iblee viene eseguito sui vuoti dei disegni classici

piatto caltagirone retinato

Il retinato in un piatto di ceramica di Caltagirone stile ‘700 (acanto, volute e retini)

lampada caltag. retinato

lampada retinato ok

Lampade in ceramica di Caltagirone stile ‘700

E’ DISPONIBILE IL DISEGNO DEL CUSCINO SU CARTA QUADRETTATA. IL COMPENSO, SECONDO GLI SCOPI DEL “NODO D’AMORE“, SARA’ DESTINATO ALLE SITUAZIONI DI POVERTA’

Presto qui comparirà la foto della corsia da tavola che Rosa, una corsista di Noto, sta ricamando e che riporta a Sfilato Siciliano il disegno della finestra del complesso del Monastero SS. Salvatore di Noto. Il manufatto (m.3,20 x 50) avrà come ambientazione la scalinata della Cattedrale di Noto.

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