“LA BELLEZZA SALVERA’ IL MONDO”

“In tutto quel che suscita in noi il sentimento puro ed autentico del bello, c’è realmente la presenza di Dio. C’è quasi una specie di incarnazione di Dio nel mondo, di cui la bellezza è il segno. Il bello è la prova sperimentale che l’incarnazione è possibile. Per questo ogni arte di prim’ordine è, per sua essenza, religiosa” (Simon Weil)

“L’artista vive una peculiare relazione con la bellezza. In un senso molto vero si può dire che la bellezza è la vocazione a lui rivolta dal Creatore col dono del talento artistico… Questo mondo – hanno detto i Padri Conciliari – ha bisogno di bellezza, per non cadere nella disperazione… La bellezza, come la verità, mette la gioia nel cuore… In questo senso è stato detto con profonda intuizione che <<La bellezza salverà il mondo>>…”  (Giovanni Paolo II, Lettera agli Artisti)

La bellezza salverà il mondo“, una frase di Dostoevskij a cui il Papa nella sua Lettera fa riferimento e il cui senso ha mosso nella Solennità dell’Immacolatala del 1998 la fondazione del Gruppo “Nodo d’Amore”.

IL RICAMO E LE PAROLE

“… sedute davanti alla finestra, lasciando battere il sole sulla tela, possiamo avvertire, appena percettibile, il profumo del lino che sembra tutt’uno con il calore del raggio che l’ha risvegliato” (pag.89). Biondi Cristina, Il profumo del lino, Sellerio editore Palermo, 1995, pagg. 90, euro 5,10

“Mi chiamo Valentina Zanardo, vivo a Zero Branco, un comune in provincia di Treviso, ho trent’anni e ho una grande passione: il ricamo… mentre ricamo i pensieri e le emozioni scorrono in un universo senza fine. I fili si intrecciano, le mie mani scorrono nel telaio e un sentimento di tranquillità e di pace mi pervade. La pace e la tranquillità di fare una cosa che amo. Coltivo questa mia passione con dedizione e tenacia. Proteggo quest’arte che mi è stata tramandata…” ( da RICAMO ITALIANO – giugno 2013)

“Ma l’arte del ricamo, che fu arte vera e grande come pochi pensano, arrivò in Italia, in tempi assai remoti, già perfetta, dall’Oriente. Arte aulica e sacra, le cui origini sono avvolte in quell’atmosfera di mistero e di poesia che par circondare tutto ciò che viene dall’Oriente (pag. 3)… Insieme agli Egiziani e ai Babilonesi porteranno ricami gli Ebrei, i Fenici, i Greci, e specialmente quei Frigi i quali diedero il nome ai ricamatori, che in latino si chiamano PHRIGIONES (pag. 5)… La fastosa magnificenza dell’arte orientale l’Italiano sa temperare con quel felice istinto della misura che è privilegio suo (pag. 11)”. Elisa Ricci, Ricami italiani antichi e moderni, Edizioni NUOVA SI – Bologna

“Accennato al Nuovo libro dei lavori femminili (Editrice Sonzogno – Milano, 1910, n.d.r.), permettete, gentili signore, che io lo dedichi a voi tutte che amate il lavoro e che in esso trovate conforto e diletto; che dal lavoro attingete le più pure gioie, le più soavi compiacenze e che ad esso dovete la pace dell’anima. Fategli buon viso, amiche gentili: ognuna delle sue pagine racchiude un insegnamento ed un consiglio, e poiché esso è la manifestazione del mio pensiero a vostro riguardo, datemi la soddisfazione di vedere che non invano ho scritto per voi, e la compiacenza di contare in ciascuna di voi una cultrice attiva e intelligente, perfetta in ognuno dei lavori che sono per la donna istruzione ed educazione. Amelia Brizzi Ramazzotti” (il Gruppo “Nodo d’Amore” possiede una copia del libro)

“Carmelo di Medina del Campo. Pianeta e dalmatiche ricamate da S. Teresa (d’Avila, 1515-82, scrittrice e Dottore della Chiesa, n.d.r.) che, nel lavorare, preferiva la rocca e l’ago a penna e quaderni. Il Carmelo di Medina conserva altri suoi artistici lavori di ricamo e orlatura”. “Carmelo di Medina. Calice e ostia. Particolare del velo del calice ricamato con arte da S. Teresa”. “Particolari del ternario ricamato dalla Santa”.”Particolare di un altro velo del calice lavorato (merletto ad ago a reticello, n.d.r.) dalla Santa per il primo convento della Riforma che si fosse fondato fuori della Spagna. L’onore toccò al convento di Sant’Anna in Genova, nel 1584. Esso conserva con devozione la preziosa reliquia” (Avanti con Dio, Edizioni Paoline, didascalie: pag. 56 e ss.)

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